Attore/Attrice

Biografia ,Michele Placido

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19 maggio 1946

Data di Nascita Ascoli Satriano (Foggia) 19-05-1946 Quando interpretò il giovane poliziotto che si innamora di Ornella Muti, alias Vincenzina davanti alla fabbrica, in Romanzo popolare (Mario Monicelli, 1974), Michele Placido aveva gia nella realtà indossato quella divisa durante la sua breve permanenza come volontario nella Polizia di Stato. Ma lui, nato ad Ascoli Satriano, in provincia di Foggia, il 19 maggio 1946, più che il poliziotto da ragazzo sogna di fare l'attore, forse dopo aver declamato, appena quattordicenne, nella piazza del suo paese i dialoghi di Platone. Verso i vent'anni s'iscrive all'Accademia Nazionale d'Arte drammatica e nel 1969 debutta a teatro nell'Orlando furioso, sotto la regia di Luca Ronconi. Il suo esordio nel cinema avviene grazie a Monica Vitti che, dopo averlo visto recitare su di un palcoscenico, lo propone per un piccolo ruolo in Teresa la ladra (Carlo Di Palma, 1972). Nello stesso anno compare in Il caso Pisciotta di Eriprando Visconti, per la prima volta coinvolto sul grande schermo in quelle storie di mafia con cui s'imporrà al grande pubblico, soprattutto televisivo. In seguito si trova spesso ad interpretare personaggi che si schierano alternativamente dalla parte o contro la legge. Dal commissario Cattani delle varie edizioni de La Piovra (Damiano Damiani, 1983; Florestano Vancini, 1985; Luigi Perelli, 1986,1988) al sicario mafioso di Pizza Connection (1985) di Damiano Damiani, con cui si aggiudica il Nastro d'Argento come migliore attore. Dal giudice Giovanni Falcone (Giuseppe Ferrara, 1993) al pericoloso detenuto che in Poliziotti (Giulio Base, 1995) porta al suicidio l'ingenuo agente Kim Rossi Stuart, responsabile della sua fuga. Oppure, senza indossare una toga o una divisa, si schiera dalla parte della denuncia e dell'impegno civili per interpretare l'insegnante di Mery per sempre (Marco Risi, 1989), ed è ancora dentro un carcere per ripercorrere la triste e tragica vicenda di Enzo Tortora in Un uomo per bene (Maurizio Zaccaro, 1999). E gli stessi temi animano fin dall'inizio i film che dirige da regista, come Del perduto amore (1998), ispirato ad una storia accaduta negli anni '50 proprio dalle parti del suo paese natale, dei grandi spazi del Mezzogiorno dove ha trascorso la parte piu bella della sua vita, l'infanzia, e dove pensò un giorno di diventare sacerdote, prima ancora che poliziotto e attore. Nel corso della sua carriera alterna con successo l'attività cinematografica a quella teatrale (anche in quest'ambito in veste di attore e regista), per recitare, tra gli altri, testi di Shakespeare, Miller e Pirandello. Malgrado la sua maschera da duro o da interprete drammatico, e dopo essere stato diretto dai più impegnati registi italiani, da Bellocchio a Montaldo, Rosi, i Taviani, Amelio e Ferreri, compare ogni tanto in commedie brillanti, come Panni sporchi (Mario Monicelli, 1998) e Liberate i pesci (1999) di Cristina Comencini, dove e ancora una volta alle prese con una storia di mafia, ma anche Il posto dell'anima e Il caimano di Nanni Moretti dove si è ritagliato un ruolo seondario ma esilarante.(Aggiornato: 8 luglio 2006)

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Filmografia

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