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Gravity no, Apollo 13 sì: la NASA giudica la fantascienza di Hollywood

Vi piace lo spazio? Della fantascienza amate in maniera particolare la seconda parte della parola? Vi siete mai chiesti quanto siano credibili, o attendibili, i film d'ambientazione spaziale prodotti da Hollywood?
Ecco qui pronto per voi, fonte BBC, un video in grado di darvi le risposte che avete sempre cercato.
Ad un gruppo di scienziati della NASA, l'ente spaziale statunitense, è stato chiesto di valutare dal loro punto di vista professionale alcuni dei più celebri film di fantascienza visti al cinema negli ultimi anni, ed il risultato è stato piuttosto sorprendente.
Uno dei film più aspramente criticati per la sua inattendibilità è stato infatti l'apparentemente realistico Gravity, il film di Alfonso Cuarón con Sandra Bullock e George Clooney.
Tra le critiche che gli sono state rivolte, la facilità e l'assenza di conseguenze del saltare da un'orbita all'altra della Bullock, ed il suo non indossare pannoloni.
Non sorprende che altri film giudicati negativamente dagli scienziati siano Mission to Mars, Armageddon, Pianeta rosso o... Balle spaziali, mentre se ci si poteva aspettare un pollice in su per Interstellar e, soprattutto, Apollo 13 (il più rigoroso di tutti, Ron Howard), meno scontata è la presenza tra i promossi dalla NASA di The Martian di Ridley Scott.

Qui trovate il video della BBC in cui la NASA valuta il meglio e il peggio della fantascienza.

Avengers Infinity War è il risultato di tutto quello che è stato fatto fino a oggi

Avengers: Infinity War, terzo capitolo degli Avengers e diciannovesimo film targato Marvel Studios, arriverà nelle sale italiane il 25 aprile in circa 900 copie distribuito da The Walt Disney Company.

Avengers: Infinity War riunirà tutti gli iconici supereroi Marvel in un solo film. "La storia di Avengers: Infinity War è il risultato di tutto quello che abbiamo fatto fino a oggi", spiega Kevin Feige. "È il culmine senza precedenti di una serie di trame legate tra loro, una cosa che non è mai stata fatta prima d'ora".
"In questo film il pubblico scoprirà un altro aspetto dei propri eroi”, afferma Anthony Russo, regista del film insieme al fratello Joe. "Dovranno affrontare le sfide e le conseguenze delle loro azioni in un modo diverso rispetto al passato".

In un viaggio cinematografico decennale senza precedenti, il nuovo film Marvel Avengers: Infinity War abbraccia l'intero Universo Cinematografico Marvel e porta sul grande schermo la più grande e fatale resa dei conti di tutti i tempi. Gli Avengers e i loro alleati dovranno essere pronti a sacrificare tutto nel tentativo di sconfiggere il potente Thanos prima che il suo impeto di devastazione e rovina porti alla fine dell'universo.

La folle danza del dottor Lecter

Chiunque abbia avuto la possibilità di intervistare sir Anthony Hopkins sa quanto l'attore possa essere umorale e strano. Noi lo abbiamo incontrato una volta sola, in occasione della presentazione de Il rito, e fu gentilissimo e loquace, ma altri colleghi in altre occasioni si sono dovuti accontentare di una serie di monosillabi e grugniti, non a causa delle loro domande, ma perché quel giorno in particolare il popolare e veterano attore aveva la luna di traverso.

Non ci stupisce dunque che un personaggio tanto eccentrico abbia deciso di postare su Twitter il 22 aprile il video selfie che vi riproponiamo e che ha superato quota 7 milioni e 240.000 visualizzazioni nel momento in cui scriviamo.

Accompagnando il video, facendo riferimento al celebre proverbio adoperato in Shining traducibile con "tutto lavoro e niente gioco fa di Jack un ragazzo sciocco (o fiacco)", Hopkins scrive "questo è quel che succede quando lavori sempre e non giochi".

L'ex Dottor Lecter si scatena in una danza selvaggia a ritmo di salsa. Ma quello che fa ridere e al tempo stesso inquieta sono le facce che fa mentre balla.

Tra i commenti, qualcuno si è preoccupato temendo che l'attore fosse impazzito, ma la maggior parte si è semplicemente divertita.

Far East Film Festival 2018: il 25 aprile è tinto di rosso action grazie al grande Dante Lam

Nel densissimo programma del Far East Film Fest - che, lo ricordiamo, quest'anno compie vent'anni - non manca mai l'action, uno dei generi che hanno fatto grande il cinema di Hong Kong prima e quello di altre nazioni, come il Giappone o la Corea del Sud, poi.
E per festeggiare in maniera scoppiettante il 25 aprile, a Udine sbarca il nuovissimo film di uno dei registi più importanti che hanno operato a Hong Kong negli ultimi vent'anni, uno che frequenta il FEFF da quando, nel 1998, vi presentò la sua opera seconda, Beast Cops: Dante Lam.
Il nuovo film di Lam si intitola Operation Red Sea, e racconta della squadra d’assalto Jiaolong, punta di diamante dell’esercito cinese, e delle missioni ad altissimo rischio (diciamo pure “impossibili”) che è chiamata ad affrontare.
Dopo aver bonificato un cargo pullulante di pirati al largo della Somalia, il film si apre qui, gli uomini della Jiaolong si spostano in Nordafrica per sgominare un’organizzazione terroristica e salvare un gruppo di ostaggi. Riusciranno i nostri eroi, armati fino ai denti, a uscire indenni dall’ennesima sfida?

Operation Red Sea, tra sequenze che sono già cult, un’estetica dove il miglior cinema bellico (da Black Hawk Down fino a The Hurt Locker) e i migliori videogame “sparatutto” (Call of Duty) si scambiano la pelle, un ritmo che non scende mai sotto i 300 chilometri orari e, va detto, un implicito ma nitido messaggio contro ogni tipo di guerra, è senza dubbio il titolo di punta del FEFF per la sua sesta giornata di programmazione, ma non è certo l'unico.
Da segnalare c'è anche anche la prima mondiale di Sukita – The Shoot Must Go on, il documentario su Sukita Masayoshi, il fotografo giapponese che per 40 anni ha raccontato le mille trasformazioni e i mille volti di David Bowie. 115 minuti di aneddoti e ricordi, lontanissimi dalla nostalgia e dall’autocelebrazione, che fluiscono dalla viva voce dello stesso Sukita (mentre lo schermo si riempie con decine di foto davvero straordinarie!) e dei suoi più grandi estimatori: da Ryuichi Sakamoto a Jim Jarmush, da Sua Maestà Kore-eda Hirokazu fino al chitarrista Hotei, autore del tema di Kill Bill.

Avengers Infinity War, le prime reazioni della critica americana

Avengers: Infinity War è ormai dietro l'angolo, in uscita il 25 aprile: in attesa della nostra recensione, possiamo già leggere le reazioni della critica americana su Twitter. Sono generalmente positive con qualche perplessità qui e lì. Nonci sembra ci siano spoiler (peraltro gli interessati stanno rispettando un embargo per le loro recensioni), tuttavia immaginiamo che il vero fan voglia arrivare vergine alla visione.

A proposito di spoiler, potremmo cominciare con Steven Weintraub di Collider, che ci dice: "Mi è caduta la mascella. Non siete pronti per Avengers Infinity War. C'è una sola cosa da sapere: EVITATE TUTTI GLI SPOILER! Davvero. Andate a vederlo sapendo il meno possibile. I fratelli Russo hanno fatto l'impossibile. Wow."
Anche Peter Sciretta di Slashfilm è entusiasta: "Infinity War è tutto quello che volete ma non è nulla di ciò che vi aspettate. E' divertente, sorprendente, cupo, pieno di gustose interazioni tra i personaggi che non sono mai stati insieme sullo schermo prima. So che molti autori dicono che sognano di fare un sequel nello stile dell'Impero Colpisce Ancora, e questo riesce a esserlo." Il che volendo richiama alla mente gli entusiasmi della critica per Star Wars Gli Ultimi Jedi e sappiamo com'è andata. Sciretta in un altro tweet aggiunge però di non esser andato matto per il Groot adolescente e che avrebbe voluto più personaggi di Black Panther.

Matt Singer di Screen Crush è più tiepido: "Avengers Infinity War è la versione cinematografica di un massiccio crossover fumettistico, nel bene (divertenti le interazioni tra i personaggi) e nel male (praticamente è tutto un parlare dell'Infinity Stone). Soggettivo."
Tasha Robinson del Chicago Tribune espande su questo concetto della soggettività: "Avengers Infinity War è praticamente Captain America Civil War moltiplicato per 20, solo con meno lotte tra supereroe e supereroe. Immagino che chi abbia amato lo scontro all'aereoporto di Civil War impazzirà per questo film, quelli che si erano annoiati si annoieranno 20 volte di più." Il che suona come una corposa preselezione del pubblico, direi.

Silas Lesnick di ComingSoon.Net va sull'epocale: "Avengers Infinity War è all'altezza dell'hype e va pure oltre! E' diverso da qualsiasi cosa sia venuta prima. Cambia le regole del gioco non solo per la Marvel ma per tutti i blockbuster estivi."
Bilge Ebiri di Village Voice è diviso: "Infinity War è sfibrante. Sfibrante. Dopo un po' per me è diventato solo un rumore. Ma il finale favoloso quasi ha compensato tutto il resto. E Thanos è un bel cattivo triste."

E parlare di finale è sempre azzardato in area Marvel. Nel 2019 ci aspetta infatti Avengers 4 firmato dagli stessi Joe e Anhony Russo. Nel tour promozionale di Infinity War hanno ammesso che, basandosi su un primo montato di Avengers 4, il film potrebbe tranquillamente toccare le tre ore, risultando quindi più lungo di Infinity War di una mezz'oretta. E' troppo presto per dirlo, così come è troppo presto per partorire un titolo completo all'altezza dell'evento: "La cosa ci sta sfuggendo di mano, ormai non riusciremo mai a essere all'altezza!", ha scherzato il boss Marvel Kevin Feige.

Loro 1: le prime clip ufficiali del film di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi

Per ora avevamo avuto diritto solo a un breve teaser, a un trailer e a qualche foto.
Alla vigilia dell'uscita al cinema, domani 24 aprile, di Loro 1, ecco arrivare le prime due clip ufficiali del film di Paolo Sorrentino con protagonista Toni Servillo nei panni di Silvio Berlusconi.



Oltre al protagonista principale, nel cast di Loro 1 troviamo: Elena Sofia Ricci (Veronica), Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Lorenzo Gioielli, Ricky Memphis, Alice Pagani, Elena Cotta, Iaia Forte, Duccio Camerini, Yann Gael, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, Michela Cescon, Caroline Tillette e Roberto Herlitzka.

La trama ufficiale del film Loro 1

Loro, diviso in due parti, è un racconto di finzione, in costume, che narra di fatti verosimili o inventati, in Italia, tra il 2006 e il 2010.
Attraverso una composita costellazione di personaggi, Loro ambisce a tratteggiare, per squarci o intuizioni, un momento storico definitivamente chiuso che, in una visione molto sintetica delle cose, potrebbe definirsi amorale, decadente, ma straordinariamente vitale.
E Loro ambisce altresì a raccontare alcuni italiani, nuovi e antichi al contempo. Anime di un purgatorio immaginario e moderno che stabiliscono, sulla base di spinte eterogenee quali ambizione, ammirazione, innamoramento, interesse, tornaconto personale, di provare a ruotare intorno a una sorta di paradiso in carne e ossa: un uomo di nome Silvio Berlusconi.

Il Trailer Ufficiale di Loro 1

Ricordiamo che la seconda parte del film, Loro 2, uscirà nei cinema il 10 maggio prossimo.

Il cinema italiano alla conquista del Giappone, da Ligabue a Jonas Carpignano passando per i Manetti

Se il cinema italiano è riuscito a conquistare la terza posizione per le distribuzioni estere nel mercato giapponese dopo Stati Uniti e Francia, è anche grazie al Festival del Cinema Italiano di Tokyo, manifestazione organizzata da Istituto Luce Cinecittà - Filmitalia in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, che quest'anno diventa maggiorenne e arriva alla sua 18a edizione.
Diciotto anni nel corso dei quali sono stati venduti circa il 60% dei film selezionati dal festival, che sono stati cento titoli rappresentati da almeno 180 talents.

Per l'edizione 2018 il Festival del Cinema Italiano di Tokyo, che è supportato anche da Alitalia e dall'Asahi Shimbun (il festival verrà programmato nelle sale cinematografiche dell’Asahi a Ginza, cuore pulsante della città di Tokyo), presenterà 18 film.
Nella sezione ufficiale ci saranno: Il padre d’Italia di Fabio Mollo, Sicilian Ghost Story di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, Fortunata di Sergio Castellitto, A Ciambra di Jonas Carpignano, L' intrusa di Leonardo Di Costanzo, The Place di Paolo Genovese, Smetto quando voglio – Ad Honorem di Sydney Sibilia, Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani, Made in Italy di Luciano Ligabue, Tito e gli alieni di Paola Randi, Cuori puri di Roberto De Paolis.
Tre i film italiani che hanno già un distributore giapponese, lanciati dalle anteprime del Festival: Ammore e malavita di Antonio e Marco Manetti, Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini e La tenerezza di Gianni Amelio.
La programmazione degli omaggi prevede due film di Silvio Soldini, Pani e tulipani e Per altri occhi, Mediterranea di Jonas Carpignano, Radio freccia di Luciano Ligabue e Song’e Napule dei Manetti Bros.

Come sempre una nutrita delegazione artistica accompagnerà il Festival a Tokyo: Luciano Ligabue, Kasia Smutniak, Jasmine Trinca, Leonardo di Costanzo, Roberto De Paolis, i Manetti Bros., Antonio Piazza e Sydney Sibilia.  

Deadpool 2, l'uomo medio Peter ha il suo Twitter personale

Se avete visto l'ultimo trailer di Deadpool 2, nelle sale dal 15 maggio, dovreste sapere come si conclude: tale Peter, uomo medio privo di ogni potere, intrigato solo dall'annuncio, si presenta al reclutamento per la squadra del personaggio di Ryan Reynolds. Affascinato all'istante dalla totale improbabilità del candidato, prevedibilmente Deadpool assume Peter all'istante. Non sappiamo quanto spazio avrà il fantomatico Peter (Rob Delaney) nel film di David Leitch, ma nel frattempo le sue potenzialità virali sono chiarissime agli occhi della Fox, che gli ha dedicato un account Twitter già dal 24 marzo. Nessuno si era accorto che si trattava di un fake.
Dal suo account sappiamo che Peter è sposato, è un apicoltore, ama lo sport e le grigliate. E' un posapiano di buon cuore, ma sua moglie gli avrebbe consigliato di "uscire dalla sua comfort zone". Peter ha obbedito unendosi al team di Deadpool. Non avrà esagerato?





Spider-Man Homecoming 2 si ambienterà in Europa?

In questi giorni tutti pensano all'imminente Avengers: Infinity War, dal 25 aprile in sala, ma è ancora vivo il ricordo del grande successo di Spider-Man Homecoming dell'anno scorso. Ovviamente Peter Parker alias Tom Holland è nel cast del lungometraggio corale, ma avrà il suo bel sequel in uscita nel luglio del 2019: le riprese inizieranno quest'estate, così io9 ha pensato di indagare sull'ancora misterioso film direttamente col boss dei Marvel Studios, Kevin Feige. Ecco cosa ha lasciato trapelare:

"Cominciamo a girare all'inizio di luglio, a Londra. Abbiamo girato il primo film ad Atlanta. Abbiamo girato un sacco di film a Londra, ma c'è un'altra ragione per cui gireremo a Londra: Spidey ovviamente passerà del tempo a New York, ma anche in altre parti del mondo. [...]
Il modo in cui in Captain America: Civil War andava all'aereoporto di Leipzig e poi doveva tornare a scuola, quell'idea è stata alla base di Homecoming. Allo stesso modo i due film degli Avengers che precederanno il sequel ne saranno alla base, forse anche di più."

Feige chiaramente parla non solo di Avengers: Infinity War ma anche di Avengers 4, che secondo le intenzioni della Marvel / Disney arriverà in sala due mesi prima di Homecoming 2, nel maggio del 2019. Le sue parole danno a intendere che Peter possa agire in Europa, tesi sostenibile anche perché pare si stiano svolgendo provini con attrici francesi per il ruolo di Gwen Stacy. Siete pronti ad accogliere il giovin Parker nel Vecchio Continente?

Il ritorno di Nancy Drew al cinema avrà il volto di Sophia Lillis

Per molti adolescenti degli anni Settanta, Il Giallo per ragazzi Mondadori è stato il primo approccio col genere. I romanzi pubblicati appartenevano a due serie, rigorosamente distinti per genere di riferimento, in tempi in cui alle scuole medie femmine e maschi stavano ancora in classi distinte: per le ragazze c'erano i romanzi di Nancy Drew e per i ragazzi quelli degli Hardy Boys.

La serie di romanzi dedicati alla giovane e affascinante investigatrice dilettante dai capelli rossi era scritta da una tale Carolyn Keene, pseudonimo che nascondeva in realtà diversi scrittori sotto contratto allo Stratemeyer Sindicate di Edward Stratemeyer, creatore degli Hardy Boys. Si tratta di una serie lunghissima, iniziata nel 1930 e arrivata fino ai giorni nostri. La sua eroina è stata protagonista di una serie tv nel 1995 e di un film tv della ABC del 2002. Nel 2007 è uscito un film, Nancy Drew, con Emma Roberts, che avrebbe dovuto essere - e non è stato - il primo di una serie.

Adesso, però, ci riprova sempre la Warner con un film prodotto da Ellen DeGeneres, di cui è stata appena scelta come protagonista Sophia Lillis, la splendida giovane Beverly di It, che ci sembra adattissima al ruolo.

Non vediamo dunque l'ora di vederla in azione nel film, tratto dal romanzo del 1971 "The Hidden Staircase", da noi "Il passaggio segreto"

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