Dunkirk

4,10 http://www.myhomevideo.it/COVER/Dunkirk 31-08-2017 Num 02.jpg
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110 min

Origine: USA, GRAN BRETAGNA, FRANCIA

Anno Produzione: 2017

Genere: AZIONE, DRAMMATICO, STORICO

Data Uscita: agosto 31, 2017

Regia: CHRISTOPHER NOLAN

Tratto Da:

Produzione: EMMA THOMAS, CHRISTOPHER NOLAN PER SYNCOPY

Distribbuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA

Sceneggiatura: CHRISTOPHER NOLAN

Fotografia: HOYTE VAN HOYTEMA

Musiche: HANS ZIMMER

Montaggio: LEE SMITH

Scenografia: NATHAN CROWLEY

Effetti: PAUL CORBOULD, CHARLES-AXEL VOLLARD, ANDREW JACKSON (III), ANDREW LOCKLEY, DOUBLE NEGATIVE

Costumi: JEFFREY KURLAND

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Trama

Seconda Guerra Mondiale. Centinaia di migliaia di truppe britanniche e alleate sono circondate dalle forze nemiche. Intrappolati sulla spiaggia, con le spalle al mare, i soldati si trovano ad affrontare una situazione impossibile con l'avvicinarsi del nemico. La storia si sviluppa tra terra, mare ed aria. Gli Spitfire della RAF si sfidano col nemico in cielo aperto sopra la Manica in difesa degli uomini intrappolati a terra. Nel frattempo, centinaia di piccole imbarcazioni capitanate da militari e civili tentano un disperato salvataggio, mettendo a rischio le proprie vite in una corsa contro il tempo per salvare anche solo una piccola parte del proprio esercito.

La recensione del film di CHRISTOPHER NOLAN

"Piaccia o no, il war movie ha ispirato i maggiori registi (Kubrick, Malick, Coppola, Eastwood, Tarantino...) , generando un numero di capolavori che pochi altri generi possono vantare. Difficile che non ne fosse tentato Christopher Nolan, cineasta prodigio di film a larga scala, punto di congiunzione tra il kolossal della Hollywood classica e il moderno blockbuster. (...) Nolan si distingue da tutti i suoi predecessori. Se ogni grande film di guerra contiene un punto di vista sulla storia (magari pacifista, come 'La sottile linea rossa'), lui decide invece di proiettare, fin dal primo minuto, lo spettatore nel caos della guerra: un'esperienza immersiva e totalizzante, un panico controllato coincidente con quello dei soldati in rotta, tra bombardamenti, naufragi, colpi di mitraglia e quant'altro. Un po' come nella lunga sequenza d'apertura di 'Salvate il soldato Ryan' di Spielberg, ma protratta per tutto il film. A determinare questo risultato è decisivo il ruolo della struttura narrativa, che ripartisce l'azione in tre scenari limitrofi con tre temporalità diverse: la terra (una settimana), il mare (un giorno), il cielo (un'ora). Nolan decostruisce la trama alternando frammenti delle tre linee narrative in un montaggio complesso (viste anche le diverse durate degli episodi ), ma straordinariamente padroneggiato. Non solo gli spazi dell'azione sono sempre leggibili (per sincerarsene basta la sequenza d'apertura: il soldatino fugge da solo, traversa un avamposto di fanti belgi; poi l'inquadratura si allarga alla spiaggia, dove migliaia di soldati come lui attendono d' imbarcarsi ); la cosa più straordinaria è che non perdiamo mai il filo dell'azione, né ci confondiamo sull'identità dei personaggi. È fuor di dubbio che Nolan scelga un approccio intellettuale alla materia, in cui alcuni hanno creduto di ravvisare un eccesso di distacco e una mancanza di sensibilità per la tragedia rappresentata. Sensazione che i fatti smentiscono facilmente. L'approccio, più sensoriale che razionale, alla materia, acquista concretezza drammatica nei gesti e negli sguardi degli attori, scelti alla perfezione: le movenze adolescenziali di Fionn Whitehead ( Tommy ), l'espressione stoica di Mark Rylance (Mr. Dawson ), gli occhi del pilota Tom Hardy: il volto coperto dalla maschera a ossigeno, recita solo con quelli." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 31 agosto 2017)

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