Maldamore

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101 min

Origine: ITALIA

Anno Produzione: 2014

Genere: COMMEDIA

Data Uscita: marzo 13, 2014

Regia: ANGELO LONGONI

Tratto Da:

Produzione: MARIA GRAZIA CUCINOTTA, GIOVANNA EMIDI, SILVIA NATILI PER ITALIAN DREAMS FACTORY E RAI CINEMA, IN ASSOCIAZIONE CON SEVEN DREAMS PRODUCTIONS, IN CLLABORAZIONE CON PARAISO FILM

Distribbuzione: BOLERO FILM

Sceneggiatura: ANGELO LONGONI

Fotografia: ROBERTA ALLEGRINI

Musiche: SERGIO CAMMARIERE

Montaggio: MAURO BONANNI

Scenografia: GIULIANO PANNUTI

Effetti:

Costumi: LIA FRANCESCA MORANDINI

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Trama

La vita di un'intera famiglia viene sconvolta da un banale incidente: un interfono per bambini viene lasciato acceso per sbaglio, mentre nella stanza due persone si scambiano segreti inconfessabili ai rispettivi partner. Tutti i personaggi saranno così costretti a compiere un percorso che li modificherà radicalmente attraverso la scoperta di vicende nascoste e prendendo atto dell'esistenza di compromessi, segreti e tradimenti; per questo dovranno ricominciare la loro vita imparando a perdonare se stessi e gli altri, comprendendo che l'amore è assolutamente ingovernabile e non può essere sottoposto alle ferree regole dell'intransigenza o delle convinzioni assolute.

La recensione del film di ANGELO LONGONI

Un fratello e una sorella sono a cena con i rispettivi compagni, è una sera di festeggiamenti, una delle tante che normalmente si chiudono con la classica sigaretta tra uomini in balcone se non fosse che, per coincidenza (e per imperdonabile dimenticanza), in pochi minuti si trasforma nella peggiore delle serate con sorpresa: in diretta interfono, le rispettive dolci metà scoprono un’amara verità! Et voilà, la crisi è servita. Due coppie che scoppiano per una frase dal contenuto esplosivo detta nel momento sbagliato. E, subito, veniamo assaliti dal fastidioso timore che domani possa accadere anche a noi o, peggio, che cassetti della memoria impolverati vengano riaperti lasciando riaffiorare vecchi, fastidiosi, ricordi costantemente letali per l’autostima. In un caso o nell’altro, che s’appartenga al gruppo dei traditi o dei traditori, tutti ci ritroviamo dentro quello schermo, in compagnia dei protagonisti, intenti a capire se alla fine siamo (o siamo stati) normali, umani, giustificati o giustificabili. (Vissia Menza, 'masedomani.com', 14 marzo 2014)

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