The Wolf Of Wall Street

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110 min

Origine: USA

Anno Produzione: 2013

Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO

Data Uscita: gennaio 23, 2014

Regia: MARTIN SCORSESE

Tratto Da: AUTOBIOGRAFIA DI JORDAN BELFORT

Produzione: MARTIN SCORSESE, LEONARDO DI CAPRIO, EMMA TILLINGER KOSKOFF, JOEY MCFARLAND, RIZA AZIZ PER APPIAN WAY, EMJAG PRODUCTIONS, RED GRANITE PICTURES, SIKELIA PRODUCTIONS

Distribbuzione: RAI CINEMA/01 DISTRIBUTION

Sceneggiatura: TERENCE WINTER

Fotografia: RODRIGO PRIETO

Musiche: HOWARD SHORE

Montaggio: THELMA SCHOONMAKER

Scenografia: BOB SHAW

Effetti:

Costumi: SANDY POWELL

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Trama

Jordan Belfort (Leonardo Di Caprio) di giorno riesce a guadagnare migliaia di dollari che con la stessa velocità sperpera in droga, sesso e viaggi intorno al mondo. Passato dal vendere gelati ad essere il capo di un ufficio di stockbroker, Jordan è avido, ama il potere e ogni forma di eccesso. Mentre conduce la sua attività con metodi alquanti discutibili, vive una burrascosa relazione con la moglie (Margot Robbie) da cui ha due figli. Però negli anni Novanta il suo appetito insaziabile, la dissolutezza e la partnership con il designer di scarpe Steve Madden (Jake Hoffman) gettano il suo nome nel fango.

La recensione del film di MARTIN SCORSESE

"Vendimi questa penna", convincimi a comprarla! propone un compassato e insolitamente casual Jordan Belford ad alcuni ragazzi del pubblico che lo attorniano in uno studio televisivo dove l'uomo fa una comparsata. Un ritorno sulle scene dopo la caduta in verticale, una comparsata tardiva per "vendere" la sua innata capacità di persuasione, maturata da metà degli anni '80. Una abilita' in grado di portarlo a guadagnare in borsa milionate di dollari in pochi minuti, da sperperare nel vizio e negli eccessi come modalità di ricarica per tornare a tenere il toro per le corna il mattino successivo. Una escalation irresistibile che porta un ragazzino timido e impacciato fino ai vertici di Wall Street e degli agenti di borsa più blasonati, abili e osannati, ma anche tenuti sotto controllo dall'FBI quando i sospetti dei loschi traffici in cui si va ad immischiare Jordan diventano così grandi e l'evasione fiscale cosi' evidente, cosi' come la fuga di capitali in Svizzera e quant'altro: un boccone troppo invitante per non scatenare la tenacia di un risoluto ed incorruttibile agente del dipartimento. Ma il film di Scorsese si sviluppa in generale come una epopea degli eccessi, dove il sesso e ancor più la cocaina scorrono a fiumi, anzi a montagne di polvere bianca, la sostanza che eccita, aizza e aguzza l'ingegno e a cui il rampante broker viene avvicinato prima tramite il suo inquietante mentore Mark Hanna (l'ormai immancabilmente straordinario Matthew McConaughey che si diverte ormai ad imbruttirsi, come a confutare le ormai sue consolidate, e date per acquisite, doti recitative), poi condotto ad una pesante dipendenza da parte del suo scellerato, amorale e debordante socio Donnie Azof (il solito ottimo ed istrionico Jonah Hill, erede "definitivo" e speriamo più fortunato dell'eccezionale Chris Penn). Quanto a Di Caprio (fisicamente in gran forma e motivatissimo — che almeno lo propongano alle nominaion all'Oscar!!! altrimenti è inevitabile pensare che ce l'abbiano con lui i membri dell'Academy) che celebra qui, alla sua quinta collaborazione con Scorsese, ormai quasi una proficua e ispirata unione di fatto, la resa del suo personaggio schiavo del successo, della droga, del sesso con donne mozzafiato, è la principale e vera riuscita del film, specchio fedele e perverso di un'era di "bengodi", yatchs inarrivabili, lussi senza limiti fagocitati grazie a tecniche truffaldine di cui proprio oggi tutti noi scontiamo in qualche modo, chi più chi meno, le drammatiche conseguenze; ma anche un film un po' troppo lungo e prolisso nel descrivere, seppur con gran dinamismo e solidità di narrazione, la solita escalation irresistibile, a cui segue una brusca caduta come da sbriciolamento inevitabilee necessario di un colosso fatto in realta di fragile ed inaffidabile argilla. Grandi riprese degne del regista che ormai tutti conosciamo ed ammiriamo da decenni; dinamismo sfrenato come sfrenata e senza limiti appare la vita del mondo della Borsa, una danza forsennata che batte il tempo ed il ritmo incessante del canto tribale che lo stesso Mark Hanna insegna ad un ancor pivello Jordan Belford quando gli concede l'onore di pranzare al suo fianco, regalandogli pillole di sfrontato cinismo che risulteranno indispensabili per la sua irresistibile ed amorale, perversa ascesa. (alan smithee, 'cinerepublic.filmtv.it', 30 dicembre 2013)

Attori






Trailer & Foto

                             
                             
                             
                             
                             
                             

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